Monday, December 06, 2010

Il Diritto alla riservatezza, il diritto di accesso ai documenti ed il diritto di cronaca nel nostro ordinamento

Oggi ci sono tante disposizione a tutela dell’individuo, ma, purtroppo, spesso, non sono osservate.
Sembra che tutti possano dire di tutto e di tutti, senza porsi il problema del rispetto dell’altro.
Vi è una gran confusione, un gran marasma, gli individui vengono condannati dai media prima che siano state disposte le sentenze, senza che vi sia certezza, vengono creati dei mostri, che poi si accerta non essere tali, e, intanto, quei poveri disgraziati sono rovinati per sempre, senza pensare che anche i familiari ne subiscono un danno; si classificano delle donne come veline, senza considerarle donne; nelle carceri spesso le persone vivono in condizioni disumane, eppure le carceri dovrebbero avere una funzione rieducativa; si disattendono le norme fiscali, c’è un gran numero di individui che non pagano le tasse e la pressione fiscale và sulle classi più deboli , quelli a reddito fisso.
V’è da porsi, dunque, il problema della mancanza del rispetto delle regole, perché si disattendono o si ignorano? O ancora perché non si fanno osservare? C’ è in atto una ribellione generale alle norme, perché spesso si pensa che chi fa le regole di norma le pone per gli altri e non per sé, sembra esserci una sfiducia nell’altro e quindi anche nei confronti dello Stato.
Bisogna far in modo che i cittadini credano nelle Istituzioni e per ottenere ciò,occorre che ognuno faccia la sua parte con senso civico. Lo Stato di diritto è necessario per un’organizzazione civile.
Ma torniamo alle disposizioni a tutela dell’individuo.
La Costituzione Italiana pone come principio fondamentale il riconoscimento e la garanzia dei diritti inviolabili dell’uomo, afferma che la libertà personale, il domicilio,la corrispondenza sono inviolabili, il proprio pensiero può essere manifestato e diffuso liberamente, la censura non è ammessa. La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea stabilisce che la dignità umana è inviolabile, va rispettata e tutelata. Ogni individuo ha diritto alla libertà, al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio, delle proprie comunicazioni, alla protezione dei dati di carattere personale che lo riguardano.
Il Codice della Privacy, emanato in attuazione alle disposizioni e direttive europee, sancisce il diritto alla protezione dei dati personali , disciplina il trattamento degli stessi e la loro tutela, detta particolari disposizioni per i dati i sensibili e per quelli giudiziari.
I dati sensibili sono quei "dati personali idonei a rivelare l'origine razziale ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro genere, le opinioni politiche, l'adesione a partiti, sindacati, associazioni od organizzazioni a carattere religioso, filosofico, politico o sindacale, nonché i dati personali idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale
I dati giudiziari sono i quelli personali idonei a rivelare provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da r) a u), del D.P.R. 14 novembre 2002, n. 313, in materia di casellario giudiziale, di anagrafe delle sanzioni amministrative dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualità di imputato o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di procedura penale.(Codice della Privacy ).
Il codice in questione disciplina i limiti di tali trattamenti e gli obblighi relativi ai soggetti che li trattano, siano essi soggetti pubblici che privati. Stabilisce che i dati personali, trattati in violazione della disciplina di tutela, non possono essere utilizzati.
Codici di deontologia professionale sono emanati e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale a cura del Garante stesso in determinati settori, compreso quello giornalistico, aventi valore normativo e che costituiscono condizione essenziale per la liceità e correttezza del trattamento dei dati personali effettuato da soggetti privati e pubblici. Sono dettate norme limitative dell’accesso ai documenti amministrativi, quando riguardano i singoli soggetti. L’accesso ai documenti dell’archivio corrente o di deposito, riguardanti soggetti diversi dal richiedente, è ammesso ai portatori di interessi diretti, concreti e attuali,anche diffusi o collettivi, corrispondenti a una situazione giuridicamente tutelata e collegata al documento al quale e' richiesto l'accesso . I controinteressati all’accesso devono essere informati della richiesta. Infine vi sono atti per i quali è vietato l’accesso,in quanti segreti di stato e possono essere conosciuti dopo 50 anni dall’emissione, tranne autorizzazione speciale e in quest’ultimo caso possono essere conosciuti ,ma non diffusi. Non possono essere consultati liberamente prima di 40 anni dalla loro data anche quei documenti contenenti dati sensibili e dati relativi a provvedimenti di natura penale espressamente indicati dalla normativa in materia di trattamento dei dati personali. Ma se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute, la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare il termine è di 70 anni.
Il Codice della Privacy stabilisce che il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti pubblici economici è consentito soltanto se autorizzato da espressa disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichi le rilevanti finalità di interesse pubblico del trattamento, i tipi di dati trattati e di operazioni eseguibili.
Dalle succitate disposizione si evincono i limiti alla diffusione anche a mezzo stampa di dati personali , dati sensibili,dati giudiziari . In fine l’onore e il decoro sono tutelati dalle norme del codice penale. La diffamazione, cioè l’offesa arrecata alla reputazione di un individuo comunicando con più persone, fa parte dei delitti contro l’onore e quella a mezzo stampa è punito più gravemente e la responsabilità penale si estende anche al direttore o vice-direttore responsabile, all'editore e allo stampatore, per i reati preveduti negli articoli 57, 57-bis e 58 c. p.
Anche se la nostra Costituzione dice che la manifestazione del pensiero è libera ed esso può essere diffuso con ogni mezzo, che la stampa non è soggetta ad autorizzazione preventiva e a censura, tale libertà finisce quando viene a ledere l’altrui diritto alla riservatezza o addirittura la reputazione.
E se si tratta di politici eletti dal popolo?. La nostra Costituzione dice che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge…., ma afferma pure che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini….impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del paese.
L’effettiva partecipazione all’organizzazione politica democratica del paese non è possibile senza consapevolezza; il cittadino, pertanto, ha diritto all’informazione accertata e non presunta sulla attività, e sulla vita dei propri rappresentanti, solo quando essa possa arrecare un danno allo svolgimento dei compiti a cui essi sono chiamati e all’onore delle istituzioni che essi rappresentano.

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